Le colline di fronte. La recensione de L’Unità

L’Unità recensisce Le colline di fronte. Firma Oreste Pivetta

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Le colline di fronte, la recensione di Maurizio Chierici su Il Fatto Quotidiano

Ecco la recensione su Il Fatto Quotidiano. Firma Maurizio Chierici

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Le colline di fronte. Marco Belpoliti su Tuttolibri

Marco Belpoliti su Tuttolibri de La Stampa. Ingrandire per leggere
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Le colline di fronte. Servillo legge Ballestra. Il video di Corriere.it

La presentazione alla Feltrinelli di Piazza Piemonte (Milano) nella cronaca video del Corriere della sera

Le colline di fronte, un viaggio intorno alla vita di Tullio Pericoli

collinecoverDa pochi giorni è uscito il nuovo libro di Silvia Ballestra, Le colline di fronte (Rizzoli). Si tratta della biogracollinequartafia di Tullio Pericoli, grande artista italiano. La recensione su la Repubblica, firmata da Nello Ajello, è qui.  Per vedere la partecipazione di Silvia Ballestra al programma di Alain Elkann, Bookstore, su la 7 (andato in onda sabato 26 novembre) clicca qui. Un ottimo resoconto della prima presentazione pubblica, tenutasi a Brescia, si trova invece qui. Altre ne seguiranno (tenete d’occhio le news su questo sito). Per ingrandire la copertina e per leggere la quarta cliccateci sopra, come sempre. Recensioni, interviste, articoli, compariranno a breve su questo sito. Buona lettura.

Voci d’autore - La Rai va alla guerra. Del profilattico

unita041112La dirigenza di Radio Uno Rai ha diramato una nota perché nella giornata mondiale contro L’Aids non si dicesse in onda la parola “profilattico”. E’ come se nella giornata mondiale contro gli incidenti stradali si proibisse di usare le parole “cinture di sicurezza”, e il fatto si commenta da sé. Un buon dizionario dei sinonimi avrebbe potuto evitare la figuraccia. Condom (internazionale), profilattico (medico-farmaceutico), guanto (volgar-popolare), goldone (idem), contraerea (gergal-giovanile), ipermeabile (anni ’50), e ognuno continui come vuole, sbizzarrendosi nelle infinite declinazioni dialettali, regionali, metaforiche e immaginifiche del “profilattico” (qui si può dire). Ma fin qui siamo alla superficie. Scavando un po’ la faccenda peggiora. Punto uno. In un primo momento dalla Rai hanno detto di aver seguito la linea del Ministero della Salute, ed è una prima scemenza: da quando un libero mezzo di comunicazione deve seguire le veline di un ministero? Punto due. Il ministero ha prontamente smentito dicendo di non aver emanato nessuna direttiva in proposito. Molto bene. Punto tre. Lo stesso ministero ha sottolineato che  in effetti nella sua campagna anti-Aids (che suppongo predisposta dal precedente ministro) non si parla di preservativo. Molto male. Punto quattro, restiamo al Ministero. Né nel comunicato ufficiale dell’iniziativa né nella conferenza stampa sono state usate le parole “profilattico” o “preservativo”. Sempre peggio. Punto sei. Il Ministero ha fatto sapere che i suoi esperti hanno potuto parlare alla radio liberamente. E ci mancherebbe! Precisazione un po’ grottesca. Punto sette. Non fate i fessi: chiamatelo come vi pare e usate il preservativo.